Metafisico Tobacco – podcast e testo

21 Ago

Pietro legge Metafisico Tobacco. Qui sotto il testo – quello letto ha qualche taglio per rendere la lettura più fluida.

Se non vedi il player, puoi scaricare l’mp3 qui.

Metafisico Tobacco

O metaphysical Tobacco,
Fetched as far as from Morocco,
Thy searching fume
Exhales the rheum,
O metaphysical Tobacco.

Michael East c. 1580–1648

Massimo si era chiuso dentro, come da ragazzino. Un bagno buio e sporco. Accese la canna, finalmente tranquillo. Seduto sulla tazza sentiva una continuità tra il proprio termine e quel supporto, ben radicato al terreno, e poi oltre, fino alle acque. Appoggiò la testa sulle braccia, sul supporto di legno. Fu svegliato dai colpi alla porta dell’appartamento.

– Apra! Apra! Su, non c’è niente da fare. Apra.

Una seconda voce:

– Forza – non ci faccia sfondare.

Uno dei due vigili si rivolse al fabbro:

– Niente. Va aperta.

Il fabbro tentò di aprire con una radiografia. Poi smontò la serratura, niente. Forzarono allora la porta con un piede di porco. Non si  apriva lo stesso, c’erano dei mobili contro la porta. I due vigili e il fabbro si misero a spingere, fino a aprire uno spiraglio, si passava di traverso. Il fabbro:

– Ora potete entrare. Ma io no, ho fatto.

Se ne andò. I vigili entrarono, cauti. Il cucinotto puzzava, stoviglie ammucchiate, avanzi di cibo sparsi. In un angolo, pezzi di vetro. Trovarono chiusa solo la porta del bagno.

Stava accarezzando la paperella quando cominciarono a battere sulla porta del bagno. Sentiva la porta soffrire per la spinta di spalla. Sollevò il fermo all’improvviso, sorridendo. Il vigile cascò all’interno, battendo forte la tempia contro il mobiletto.

Massimo osservava l’agitazione nel quadro di luce che si era spalancato. Senza alzarsi dalla tazza, intento nel rollare altre due canne, sorrideva tra sé.

Il vigile che era cascato dentro riuscì a rimanere in piedi. Massimo seduto con la paperella in mano, le pupille dilatate, gli parve beffardo. Il vigile fece l’errore di tentare di colpirlo.

La dinamica energetica del combattimento a mani nude è un equilibrio non formalizzabile. Vite di crudeltà e botte – giapponesi apparentemente saggi hanno individuato alcuni tratti generali di questa dinamica. E la perdita di equilibrio fa pagare un prezzo proporzionale alla forza impegnata.

Il vigile nerboruto fu colpito al suo centro scoperto e sbilanciato con un semplice pugno piatto, partito svogliatamente dal centro della tazza, poco più in là della paperella. Lo spostamento per il colpo apparentemente innocuo gli fece ribattere la tempia nel mobile, più forte.

***

L’odore del caffè forte fece ruotare i due corpi contusi dei vigili, provarono a tirarsi su dal pavimento accidentato. Massimo componeva il vassoio con cura, con tazzine caffè e zucchero. Li guardava con benevolenza: combattere può essere conoscere, diventare un’unica massa cinetica.

– Forse non è il caso di sfrattarmi così, all’improvviso.

– Forse no – mugolarono simultanei i due. Poi il più malconcio:

– Si può trovare un motivo.

Intanto Massimo aveva recuperato le due canne, insieme al caffè stavano su un tavolino affollato, abitato da specie diverse di insetti.

– In questo locale si fuma.

Gliele accese, ed attese che i due avessero aspirato. Poi si avvolse in un asciugamano sporco, salì su uno sgabello impugnando la paperella. E intonò, allungando le note:

[O metafisico tobacco,
Arrivato da lungi, dal Marocco,
Il tuo fumo insinuante
guarisce il reuma,
O metafisico tobacco.]

O metaphysical Tobacco,
Fetched as far as from Morocco,
Thy searching fume
Exhales the rheum,
O metaphysical Tobacco.

Declamava stentoreo, parlando in un italiano senza accento:

– La forza pubblica esercita il monopolio della violenza in un territorio delimitato, fondando la possibilità della società pacifica. Ma la difesa del diritto della forma invece che della sostanza, diventa sempre più violenza sul più debole. Almeno, così doveva essere, nel vostro caso.

Gli scappò un sorriso, vedendo il livido esteso sul viso di uno dei vigili.

– Il monopolio è in attrito con l’equità nell’imposizione delle regole. La violenza concentrata nei monopolisti colpisce al di fuori di qualunque contratto! Voi, motivati da una legalità che non capite, comunque arbitraria e fallace, meritate la punizione ricevuta.

Scese, e gli servì ancora caffè. Poi li fece uscire, domi, sereni, doloranti, quieti. Erano commossi, lo volevano abbracciare. Li evitò, facendoli sbandare. Le loro divise, prima bianche, facevano pietà.

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