Strappo 66

2 Set

mattina. mattina presto. alberto da tempo alzato si dondolava sulla punta del w.c. un caffè, una corsa di tram e presto sarebbe stato al lavoro.
lo sguardo si fissò sulla macchinina di andrea – suo figlio – incastrata dietro il mobile e cercata invano la sera prima per 2 ore.aveva fatto un’altra pazzia – un’altra delle sue avrebbero detto – permutando lo scooterone con un supermotard da 600 cc e mettendoci, – rimettendoci avrebbero detto – 8000 euro.

ma:
lo scooterone l’avevano preso per andare in due al mare e da quando era nato andrea il mare l’avevano visto col binocolo.
la mattina era freddo e preferiva andare a lavoro in tram, il che faceva contento anche sandra sua moglie convinta ecologista.

ma:
con quei soldi avrebbe potuto sistemare la casa in campagna e festeggiare il 4° anniversario di nozze come si deve.

ma:
che cos’erano 8000 euro, lavorava come un bestia nel la studio di suo suocero che praticamente mandava avanti da solo e dopo 5 anni aveva ricevuto dal vecchio bastardo solo calci in culo, già ma come avevano potuto generare un tale creatura i testicoli rinsecchiti di quel bastardo.

i colpi alla porta di sandra seguiti dalle parole:
– amore sbrigati o farai di nuovo tardi
lo risvegliarono

in ufficio la 3° segretaria gli passò l’ultimo documento per il caso Bardamu, era da portare in tribunale la mattina stessa. alberto lo girò, il retro era completamente bianco. prese una penna e scrisse.

in una danza oscena pezzi del mio corpo spariscono

li saluto per l’ultima volta incartati ma ancora visibili

ora vinti da candidi flutti

nell’ aree  un nuovo profumo

ora tutto è pulito e a posto

e allora perché io ho di nuovo il mal di pancia

posò la penna, prese la valigetta e ci ficcò dentro tutto. s’incamminò verso il tribunale, dal giornalaio all’angolo comprò un dylan dog e anche questo andò insieme alle altre cose.

poco prima dell’udienza fu preso da uno strizzone di pancia gigantesco. lasciò la valigetta nelle mani dell’assistente, prese il dylan dog e si fiondò in bagno. sulla tazza mentre leggeva pensò al titolo della poesia.

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