strappo 73 quando eravamo giovani

3 Feb

non puoi ritirati quando ci sei dentro come lo siamo noi. giocare ci piace da matti, abbiamo il motore che spinge forte, come quello di una moto e la pista è tutta per noi. troppo facile rinunciare quando non hai scelta, quando sei vecchio, o ti senti vecchio, o non sei mai stato giovane.

 

che giornata ragazzi non ho più banane, in realtà sono solo le tre, la colpa è mia che le giornate le faccio iniziare il giorno prima.  perdo pezzi per strada, la maglia nell’ingresso, i pantaloni in cucina, i calzini nel bagno. scivolo sotto le coperte e dormo.

prima però devo chiamare carlo, no meglio se gli mando un sms:

decisamente non male, cmq fuori dal podio, ne parliamo domani grande, kattivi e recidivi

ora non devo fare altro che spengere quest’aggeggio e poi ronfare

bip bip. sms ricevuto

ciao  sono tornata da kuala lumpur  martedì, ti va un aperitivo stasera? sono a villa il passero rosso,  per un evento dedicato al dadaismo, grande villa enorme giardino, se vieni ci divertiamo, un bacio c.

kuala lumpur, dadaismo, villa?  ma in che mondo vive questa?  io al massimo vado al circolo arci in bicicletta!

certo che un po’ ci tiene a vedermi, visto la scorsa volta quando mi ha chiesto di prendere un caffè ho fatto scena muta, io, che ho passato una vita a giocare e a prendere caffè.

magari il timido funziona, come quella volta, in passeggiata al mare a 15 anni, con quelle tipe.  gli altri tutti con i denti fuori, io da una parte, alla fine sono stato l’unico a combinare qualcosa.  anche se lei cazzo, chissà che aveva bevuto? c’aveva un fiato roba da grulli. così l’ho mollata, facendo ancora più la figura da timido, ma tutti sanno com’è andata

be’ ora non rimane che mandare la risposta per  sms

sì ok per le 7.30 grazie

ma che grazie, scancella grazie e premi invio. bene così

si dorme zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

 

sveglio. faccio il giro per la raccolta degli indumenti, ma mica posso usare gli stessi, e ora che mi metto? lei è una tipa fighetta/alternativa, vabbeh mica puoi competere, con quello che aveva indosso l’ultima volta ci pago l’affitto e la rata della macchina. dai qualcosa trovo, fammi dare un’occhiata nel guardaroba di fabri.

bip bip ancora un sms

cazzo c’ha ripensato

no è un’ altra cazzo vuole, lei e di sabato?

ci vediamo alle 20.30 al solito posto, lui è bloccato a bonn, sai il vulcano, i bimbi sono da sua madre vado a prenderli alla 22.

e ora che cazzo faccio, certo però che tipa, prima un monte di seghe mentali, bimbi marito, progetti e poi quando ha voglia di farsi scassare e chi la tiene.

ok stai calmo mica gli devi rispondere subito,  mica ci devi andare per forza. lasciala in pantofole a vedere la t.v, ti fai l’aperitivo con la tipa, magari a bellezza sono su lo stesso livello, però lei mica la conosci. intrigante no.

villa da sballo, ospiti sballati, è sabato non c’è dubbio, dadaismo? ora ricordo l’orinatoio, buono questo prosecco, devo farmene una cassa.

drin drinn suona il telefona di c. chissà chi è,  cmq non sono affari miei, controllo il mio telefono, una chiamata persa, non ci sta a vedere la t.v. penso

la chiamo, risponde

– allora vieni

– c’è marzia con me è successo un casino

– e a te che te frega, mandala a cacare

– è ancora mia moglie

– io non mi farei problemi

– e intanto continui a stare con tuo marito

– i bambini

– i bambini? nati e cresciuti fra un litigata e quella immediatamente successiva

– sei uno stronzo io volevo stare con te, ho il kit completo sai

e poi lo stronzo sarei io penso

– mm, dai faccio il possibile, ti chiamo

recupero il bicchiere e vado dalla c. siamo in giardino seduti su una panchina, non ci diciamo niente, resisto dal dire una qualsiasi cazzata, poi le mi guarda, sguardo da bacio intendo e infatti bacio, carino niente strani odori. boia mi è venuto duro come a un 15enne e ora che le racconto all’altra, quella è capace ti prendersela e poi chi la richiava più,  soluzione? gas aperto, ancora una volta. ma prima devo andare in bagno mi prenderà per incontinente, ma che cavolo devo farlo.

ragiona sono le 20.00, prima di mezz’ora questa non la chiavi, non puoi certo mollarla lì dopo la prima – come sarebbe facile poter parlar chiaro – anche perché la prima non conta e se fai la seconda minimo fai le 10 e dopo all’altra che le racconti davvero, quella ti sgama subito, ci vorrebbe un bel giallone da 100 e allora vai, ma se ti va male fai come il  r. meglio se ti fai accompagnare dall’ambulanza e ti fai aspettare sottocasa.

no niente da fare, senti stronzo la c. ti piace, chiudi quel cazzo di cellulare e vai da lei e passaci la serata, poi vedi

ho promesso di tenere il gas aperto

– ma a chi?

– boh non lo so

di colpo sono in un altro bagno, il bagno della scuola in 3° superiore decine di scritte sulle pareti

gobbi bastardi  u.v. 1973

w la fica e che dio la benedica

di colpo torno nel bagno di prima, prendo un pennarello  circoscrivo la catena del cesso, la metto in cornice insomma,  sotto metto la descrizione “avanti tutta”

tiro la catena

corro via nell’acqua schiumosa profumata di lavanda, dalla tazza alla ciabatta in piombo, nella doppia e giù a diritto nella calata delle acque scure, curva, breve tratto in pendenza e ancora giù dalla curva a pescare direttamente nella camera scura, la fossa nera. quella della merda, c’è un puzzo orrendo ma ci si abitua e dopo un po’ non ci stai male, nelle fosse fatte bene la merda si deposita, provo a risalire. è una fossa vecchia, la merda in cima ha fatto uno strato duro duro, in gergo il cappellaccio, un uomo da sopra ci può camminare, un uomo da sotto ci rimane, vado verso l’altra camera, l’acqua e qualche stronzo ribelle mi segue,  sono nella camera chiara o meglio, più chiara, passo dall’allaccio alla fognatura e ora sono nel fognone stradale, si va adagio in lieve pendenza verso il fiume, un piccolo salto e ci sono dentro, uno sforzo per galleggiare, un nuovo sforzo per nuotare, mi torna in mente un fatto tragico: un naufrago che aveva percorso il tratto d’acqua che lo separava dalla terra ferma con enorme fatica, cadendo sulla riva esausto era stato morso da un serpente.

non c’è nessun serpente, solo una riva da raggiungere, sono sulla terra ferma stremato e finalmente solo.

 

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